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venerdì, aprile 01, 2011

La geometria contro gli ecomostri

di Nikos A. Salìngaros

La nostra civiltà tecnicamente avanzata ha il dovere morale di costruire un ambiente che agevola la vita umana, e, allo stesso tempo, di proibire costruzioni inumane erette a gloria di qualche ideologia, come furono le piramidi della casta religiosa legata al Faraone. Ebbene, anche presso di noi sono state elevate piramidi: non tombe reali, ma appartamenti per la classe operaia e disoccupata. Nessun borghese sognerà mai, se non in un incubo terrificante, di andare ad abitare in simili prigioni architettoniche, ma l’elite architettonica e politica ha trovato le cavie da chiudervi dentro. Negli anni ’60 le critiche contro questo autentico crimine sociale erano poche; difatti le facoltà d’architettura e i critici con la pipa in bocca li difendevano. Ma oggi sappiamo, grazie ad ampi studi scientifici, che la vita, negli ecomostri, viene distrutta dalla stessa loro geometria. È dunque tempo di rivedere totalmente il concetto di cosa sia la geometria edilizia di un ambiente sano. Oggi sappiamo come costruire ambienti urbani e architettonici sani. Con sorpresa degli accademici irrigiditi nelle vecchie formule, elementi architettonici e urbanistici necessari per la salute fisica e mentale degli abitanti si ritrovano nei prototipi tradizionali e vernacolari. Eppure, nonostante le verifiche sperimentali, l’elite questo messaggio non lo vuole proprio sentire. E purtroppo c’è ancora diversa gente che pende dalle labbra di una cricca di politici e di presunti “esperti”, e ne segue ciecamente il diktat, condito di promesse di sviluppo e progresso attraverso la costruzione di spaventevoli e lucidi ecomostri.




giovedì, febbraio 10, 2011

Rassegna di Biourbanistica n. 00/2011

Online il primo numero di "Rassegna di Biourbanistica"
Rivista della Società Internazionale di Biourbanistica.
Articoli di: P. Pagliardini, N. Salingaros, G. Tagliaventi, P. Masciocchi, F. Cremascoli, S. Serafini.
Rassegna biourbanistica 00/2011

 ... per scaricare il numero in formato Pdf, clicca QUI:

martedì, febbraio 08, 2011

Conferenza sulla rigenerazione delle periferie italiane

"Il Progetto per Corviale: un modello estremo di recupero a misura d'uomo della periferia ed il suo insegnamento per le altre realtà italiane". Mercoledì 2 marzo 2011, Palermo.

domenica, gennaio 23, 2011

Urbanistica, politica, transizione …

di Stefano Serafini.

“La lotta del Gruppo Salingaros e dei suoi amici, primi fra tutti AVOE e Civicarch, contro la dissoluzione delle città in periferie, è stata anticipata negli Stati Uniti da un’ampia frangia di contestatori di alto livello: professori universitari, ricercatori, teorici dell’architettura.
Nel cuore dell’impero l’impatto è infatti giunto prima e su scala assai più vasta che da noi, per cui si può asserire che il popolo americano è il primo testimone-vittima del sistema che gli USA hanno contributo a diffondere in tutto il mondo.

lunedì, novembre 29, 2010

"Ritorno alla città - Back to city life"

il Gruppo Salingaros e la Società Internazionale di Biourbanistica al convegno
"Sostituzione, densificazione e microchirurgia urbana per strutturare la città e tutelare l'Agro Romano"
Mercoledì 1 e giovedì 2 dicembre 2010 - Ore 9.00 – 18.00.
Roma, Ara Pacis, Via di Ripetta 190

L’incontro, introdotto dal Sindaco Giovanni Alemanno, rappresenta la seconda fase, verso il Piano Strategico della Capitale, di quanto avviato con il Workshop di Aprile 2010. L’evento vedrà progettisti di fama confrontarsi su temi ed aree della Città in merito ai criteri e agli strumenti per il recupero dei quartieri della periferia: densificazione, sostituzione e microchirurgia urbana – riempimento dei vuoti, demolizione e ricostruzione dei relitti urbani – strutturazione con sistemi di trasporto e qualificazione degli insediamenti con spazi pubblici cittadini: piazze, giardini e viali – contenimento e conversione sull’esistente della crescita urbana, salvaguardia dell’Agro – tutela del patrimonio storico, fattore identitario dei luoghi e dei quartieri della città. Tra gli interventi attesi: Nikos Salingaros, Leon Krier, Lucien Kroll ed altri.  (programma >>>)


"Il problema della periferia può essere risolto solo all’interno di una consapevolezza del contesto che ha permesso a questa forma di “anti-città” di rovinare non soltanto il nostro meraviglioso patrimonio urbanistico, ma di pari passo anche i rapporti sociali, il confronto politico, l’equilibrio ambientale, e la salute fisica e psichica degli abitanti.
Rigenerare la periferia italiana vuol dire rigenerare il Paese, e per farlo non bastano urbanisti classici, occorrono menti multidisciplinari aperte alla transizione e consapevoli della sfida della complessità.
Il Gruppo Salingaros e la Società Internazionale di Biourbanistica propongono, a riguardo, un modello di città che pone al centro della civiltà urbana la “vita”, superando i dibattiti di scuola e la stessa impostazione del problema su base estetico-funzionalista. È un approccio scientifico, aperto e verificabile, democratico e partecipativo di fatto. Ha un metodo di analisi della complessità. Ha verificato l’importanza dell’atto creativo e dell’esperienza connettiva, fino alla cultura del sacro, a partire dallo studio dei sistemi cognitivi e fisiologici dell’essere umano al suo ambiente. Integra al proprio lavoro e alla propria ricerca i contributi di sociologi, matematici, psicologi, biologi, logici, artisti, politologi, economisti, fisici
."

Stefano Serafini
direttore della ricerca della Società Internazionale di Biourbanistica

giovedì, ottobre 21, 2010

Ricostruire Corviale

Seminario sulla Trasformazione delle Periferie in Eco-Città Giardino
DALLA PERIFERIA SUBURBANA ALLA ECO-CITTA' GIARDINO


RICOSTRUIRE CORVIALE

Due progetti di abbattimento dell’ecomostro e ricostruzione del Nuovo Corviale di Roma, pronti e completi di piano di fattibilità, presentati oggi all’Università di Ferrara, facoltà di Ingegneria. Nel corso dell’evento DALLA PERIFERIA SUBURBANA ALLA ECO CITTA’ GIARDINO (organizzato da AVOE, Università di Ferrara, Società Internazionale di Biourbanistica  e Gruppo Salìngaros), i progetti degli architetti Ettore M. Mazzola e Gabriele Tagliaventi offrono una prospettiva innovativa all’economia nazionale e accendono il dibattito politico, alla presenza di vari amministratori pubblici.

mercoledì, ottobre 06, 2010

Periferie, dibattito aperto

Le periferie, dibattito sempre di grande attualità. Da una parte le archistar che parlano di innovazione, di sviluppo e di modernità; dall’altra urbanisti e architetti che guardano al contesto e alla storicità. Da che parte stiamo andando? In quale direzione?
Era l’aprile 2010, quando il sindaco Alemanno ha organizzato il Workshop internazionale Roma 2010-2020: Nuovi modelli di trasformazione urbana, tra gli invitati Richard Burdett, Santiago Calatrava, Peter Calthorpe, Stefano Cordeschi, Massimiliano Fuksas, Leon Krier, Richard Meier, Renzo Piano, Paolo Portoghesi.
Mentre si vocifera un secondo workshop a fine ottobre (ma il Comune di Roma ha le bocche ancora cucite), l’architetto Ettore Maria Mazzola presenta il piano urbanistico per la città di Roma e il matematico Nikos Salìngaros, famoso per le teorie urbaniste, parla a House, living and business di P2P Urbanism: «Si tratta di un nuovo approccio all’urbanistica, non coinvolge i futuri politici, ma le persone. Chiama in causa la gente, chi andrà ad abitare in quella zona, e gli stessi bambini ai quali chiediamo Dove vorreste andare a giocare? Questo è più importante di qualsiasi idea degli architetti».

Convegno: "dalla periferia suburbana alla eco-città"

CONVEGNO

DALLA PERIFERIA SUBURBANA ALLA ECO-CITTA' GIARDINO

organizzato da

 Società Internazionale di Biourbanistica - Università di Ferrara - Ass. "A Vision of Europe"

21.ottobre.2010 - Università degli Studi di Ferrara, Facoltà di Ingegneria


Ogni città italiana ha visto sorgere negli anni 70 del secolo scorso la sua periferia Hard. Le sue stecche e le sue torri simbolo del Brutalismo architettonico allora tanto in voga.
La lista è lunga. Ci sono le Lavatrici di Genova, il Gallaratese di Milano, il Pilastro di Bologna, il Laurentino Q38 di Roma, le Vele di Napoli, lo ZEN di Palermo.

domenica, settembre 19, 2010

Urbanizzazione e disturbi psicotici: quale correlazione?

L'associazione tra disturbi psicotici e vita nelle aree urbane sembra essere un riflesso dell'aumentata frammentazione sociale tipica delle città: è questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry. “Esiste com'è noto una sostanziale variabilità mondiale nell'incidenza della schizofrenia sulla popolazione generale”, spiegano gli autori. “L'andamento geografico più evidente è l'incremento che si registra nelle città rispetto alle aree rurali”. Precedenti studi epidemiologici avevano infatti individuato un legame fra il maggior rischio di sviluppare disturbi psicotici e le caratteristiche dell'ambiente in cui vivono i soggetti colpiti, quali la densità di popolazione, il basso livello economico, la ridotta coesione sociale.

giovedì, settembre 16, 2010

Rigenerare le periferie

di Ettore Maria Mazzola

L’Italia negli ultimi decenni ha saputo piangersi addosso più di ogni altro Paese europeo, questo grazie a quell’assurdo complesso di inferiorità culturale in campo architettonico, che è stato promosso a partire dal secondo dopoguerra con l’avvento dell’International Style e che è andato acutizzandosi nel tempo. Questo è il motivo per cui nelle nostre università si impone, più che insegnare, come si debbano progettare la città del futuro ignorando – o eventualmente ridicolizzando – la città che abbiamo ereditato.

domenica, settembre 05, 2010

Traffico e parcheggi

di Ettore Maria Mazzola

La proposta del Comune di Roma di realizzare un parcheggio interrato multipiano tra il Lungotevere Marzio e via di Monte Brianzo, ha giustamente suscitato il timore, da parte della cittadinanza romana, di vedere peggiorare la situazione del traffico e dell’inquinamento, già di per sè critica in quel punto di Roma. Anche all’interno degli uffici comunali non tutti la pensano come i promotori dell’iniziativa, e questo perché non ci vuole un cervellone per rendersi conto che un parcheggio per oltre 1100 autovetture – quale quello proposto – non solo non funge da “dissuasore” del traffico come è stato detto, bensì lo amplifica: è ovvio che, sapendo che lì c’è la speranza di trovare un parcheggio, chiunque a Roma si potrà ritenere in diritto di prendere la sua automobile e puntare verso il Lungotevere Marzio per parcheggiare e fare il suo shopping.

martedì, agosto 31, 2010

Tor Bella Monaca

Dichiarazione sulla proposta del sindaco di Roma Alemanno di abbattere Tor Bella Monaca (Gruppo Salingaros, agosto 2010). Il problema delle periferie antiumane figliate dell’ideologia urbanistica di Le Corbusier, e dalla sua connivenza /de facto/ con la speculazione del cemento non si risolve con l’abbattimento, che è solo il primo passo. Poi occorre ricostruire. E per evitare che alla fine l’unico vantaggio sia degli speculatori, occorre che si sappia costruire luoghi vivi. Quali garanzie offrono i soliti baroni, di non riprodurre altre mostruosità pagate dal cittadino?